Pro Loco Carpegna - Storia

Il Palazzo dei Principi di Carpegna

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Il Palazzo dei Principi di Carpegna fu progettato su ordine del cardinal Gaspare di Carpegna intorno al 1650, per avere nella sua contea una dimora degna della Famiglia, nonché più comoda ed adeguata alla nomea dei Conti di Carpegna.

I lavori di costruzione iniziarono nella primavera 1974 e proseguirono non senza difficoltà fino al 1696, quando la struttura poté definirsi ultimata.

Palazzo Carpegna ha una sua originalità per la caratteristica di palazzo-fortezza, con ispirazione tardo-cinquecentesca romana e dei modelli delle ville fortificate di matrice fiorentina. Ad oltre tre secoli dalla costruzione, il Palazzo dei Principi di Carpegna è pressoché rimasto intatto.

La struttura del Palazzo è costituita di quattro livelli: al piano seminterrato troviamo le scuderie e le cucine. Salendo le scale, costruite in modo tale che si potesse salire al primo livello anche a cavallo. Primo livello in cui troviamo l'ampio atrio, che svolgeva sostanzialmente la funzione di cortile al coperto per via dei freddi inverni carpegnoli, e la Cappella di Famiglia.

Salendo ancora si accede al piano nobile in cui sono presenti le stanze più suggestive ed interessanti del Palazzo: la sala del trono, la Sala Verde con i ritratti di famiglia, la suggestiva Sala Gialla e la Biblioteca che custodisce al suo interno scritti di inestimabile valore.

Il Palazzo dei Principi di Carpegna vide svolgersi all'interno diversi avvenimenti nei suoi secoli di storia; il più rilevante fu sicuramente quello del periodo risalente alla seconda guerra mondiale. Nel 1943 il prof. Pasquale Rotondi, allora Soprintendente della Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, nascose in questo luogo e nella Rocca di Sassocorvaro migliaia di opere d'arte di valore inestimabile.

   

La Pieve di San Giovanni Battista

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La Pieve romanica di San Giovanni Battista sorge sulle rovine dell'edificio di epoca carolingia di cui nulla rimane in sito. L'attuale costruzione risale al 1182, di cui è arrivata intatta ai giorni nostri la parte presbiterale come l'altare - la cui parte originale ha la tipica forma di ara romana - le tre absidi e l'arco romanico a destra dell'altare.

Circa un secolo e mezzo dopo la sua costruzione, l'edificio subì una radicale ristrutturazione: fu costruita l'unica navata con le due finestre gotiche e furono chiusi due archi romanici laterali all'altezza dell'altare maggiore con inserimento di porticine con arco a sesto acuto.

Gli affreschi sono databili tra il 1300 e il '400 e ai giorni nostri sono giunte solo tre fasce di dipinti che coprivano due pareti completamente affrescate.

L'antico battistero fu un tempo a nord della chiesa mentre l'attuale collocazione risale probabilmente al 1575.